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Si sta per caso parlando

Inserito da Giorgio il 6 Aprile 2009 - 9:55pm

Si sta per caso parlando dello stesso Fini che, appresa l'arte populista e un po' (molto) furbetta di contestualizzare le proprie riflessioni pubbliche, con la kippah in testa definì il fascismo "male assoluto" (espressione acconcia solo per Satana)? Che divenne bersaglio di gossip da parte dei suoi stessi colonnelli per certi subitanei smarcamenti-riposizionamenti forse collegati alla presunta liasons con una ministro dell'allora (come dell'odierno) governo Berlusconi, della quale aveva (ha) sposato l'empito laicista all'insegna di un relativismo etico degno di peggior causa almeno quanto di opposto orientamento politico? Che prima stroncò sul nascere l'afflato del Cavaliere verso il Pdl sentenziando che si era alle "comiche finali" e con Silvio aveva chiuso per sempre perché "non si fonda un partito dal predellino di un'automobile", caldeggiando poi un patto d'acciaio con Pierferdy Casini - il quale almeno potrà rivendicare dalla sua il pregio della coerenza - per contrapporsi frontalmente alla rivoluzione copernicana del partito unico ormai in dirittura d'arrivo? E che invece poi, valutati opportunisticamente i potenziali sviluppi, ritrattò i biliosi giudizi di qualche settimana prima su Berlusconi, accodandoglisi mansueto in attesa di conseguire prima il Palazzo – fatto – e poi la leadership (questa sarà più dura…).
Eccetera eccetera.
Gran brutta bestia, l'ambizione. Tolstoi disse che si accorda con la crudeltà, l'orgoglio, l'astuzia; mai con la bontà. Mentre Jean de La Bruyère ne formulò un giudizio compassionevole - particolarmente idoneo al nostro - sostenendo che se lo schiavo ha un solo padrone, l'ambizioso ne ha tanti quante sono le persone funzionali alla sua fortuna.
Lo spregiudicato free climbing di Fini lungo le perigliose verticali della politica lo porteranno solo a dissipare il consenso dei suoi senza acquisire quello degli altri, cosicché quando il Cavaliere passerà la mano, l'ex delfino di Almirante, frusto, ma soprattutto sempre più sfornito dell'attendibilità necessaria all'impresa per la quale si è spinto finanche ad abiurare i suoi principi, sarà pronto per i giardinetti come un Fassino qualunque.
Davvero uno statista con un grande futuro dietro le spalle, Gianfranco. Cui potrà recare conforto il sempre attuale e godibile Flaiano: coraggio, il meglio è passato.

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