tempi.editoriale Domenica 13 Aprile 2008 
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Foglietto - Eco senza ritorno

Perché siamo orgogliosi di chi dice che «il nostro futuro dipende dalla morte di dieci politici»

di Tempi
L’aspetto sorprendente non è che Umberto Eco abbia detto a El País che «il futuro dell’Italia dipende dal fatto che muoiano una decina di persone ormai molto grandi». Il fatto sbalorditivo non è che abbia poi maliziosamente notato che «Silvio Berlusconi ha più di 70 anni». La cosa che sgomenta non è che abbia detto che anche la classe dirigente del Pd «è vecchia», eccetto Veltroni (ma perché? è del 3 luglio 1955). O che si sia spinto fino a sostenere – non proprio democraticamente – che «è un malcostume che chi perde le elezioni poi si ricandidi» (chissà cosa avrebbero detto Togliatti e Berlinguer). Il fatto singolare non è che abbia dichiarato che le Brigate rosse «avevano una idea giusta di combattere le multinazionali, ma hanno sbagliato nel credere nel terrorismo». O che disprezzi gli italiani medi (cioè tutti) che da anni si fanno abbindolare da chi ne «stimola gli istinti più bassi» affermando che «non si devono pagare le tasse» e attaccando «le forze dell’ordine e la magistratura». E non è nemmeno stupefacente che consigli ai giovani di «andare nel deserto e mettere in pratica una vita ecologica. Questo è il massimo che si può fare: non cambiare il mondo, ma ritirarsi». L’aspetto incredibile è un altro. è per noi motivo di patriottico orgoglio venire a sapere che un nostro connazionale, nato ad Alessandria il 5 gennaio 1932, goda ancora come un riccio, alla veneranda età di 76 anni, a farsi le seghe mentali.

 

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…MA IL PIACERE E’ TUTTO

Inserito da Giorgio il 12 Aprile 2008 - 11:00pm

…MA IL PIACERE E’ TUTTO SUO Ci sarà mica da stupirsi che un Eco (nomen omen) rincorra sempre un'eco. Non bastasse essersi rivelato apologeta delle Brigate Rosse, “che avevano l’idea giusta di combattere le multinazionali”, ma chissà perché freddavano solo poveri cristiani. Non bastasse aver relegato i ‘berluscones’ alla stregua di una fauna inselvatichita e brutale, dunque inabilitata a cogliere le sottili sfumature della democrazia declinata secondo il consueto 'Pravda style' di cui egli si mostra depositario e vessillifero assai onorato. Non bastasse aver sottoscritto nel 1971 il noto documento contro il commissario Calabresi, contribuendo alla vasta canea mediatica che ne decretò di lì a poco l’eliminazione fisica ad opera di quei buontemponi di Lotta Continua, circostanza che non gli impedì di solidarizzare sul medesimo quotidiano con militanti e dirigenti della testata inquisiti per istigazione a delinquere, finanche impegnandosi a “combattere un giorno con le armi in pugno contro lo Stato”. Non bastasse l'aver palesato una tipicamente senile propensione all’uggia nei confronti delle nuove generazioni, callidamente invitate all'esilio Eco-logico onde permettere a lui di continuare ancor più indisturbato la propalazione, tra parecchio e non sempre commendevole altro, di lievi auspici per almeno una decina di pronti e ben mirati trapassi: apprendiamo pure di un invito propostogli dal sindaco di Vinci durante l'inaugurazione della nuova sede dell'Istituto Italiano di Scienze Umane a Firenze per un faccia a faccia con Dan Brown - dal nostro definito "un mestatore che diffonde false notizie e che si arricchisce con materiale di scarto" - declinato però senza indugi dall’illustre semiologo, motivando che "(...)siamo ridotti proprio alle cose immonde, per vendere il Leonardo vero sfruttano i Leonardi falsi: non ne avrebbe bisogno; anzi, Dan Brown, più intelligente, ha usato il Leonardo vero per fare pubblicità a sé, non il Leonardo falso per fare pubblicità a Leonardo vero". Urgono agenzie di conferma riguardo non l’intelligenza, ovviamente, bensì l’equilibrio di Eco, dato l’evidente transfert di ruoli che credevamo appannaggio esclusivamente suo. Circa la furbizia, invece, non c’è storia: se Dan, per riempire un volume di castronerie pacchiane ed arricchirsene, è dovuto ricorrere allo sfruttamento di un genio universale come Leonardo, ad Umby è bastato disimpegnarsi agilmente tra l’epifenomenismo di Mike Bongiorno e Baudolino, passando per rose e pendoli. Le seghe saranno pure mentali, ma gli incassi sono veri. http://www.giorgiocolomba.it/

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