Pubblicato il 01/02/08 alle 15:08:59 GMT da
giorgio
La Sapienza interdetta al
Papa
MONNEZZA IDEOLOGICA E’ fatta: quella specie di sepolcreto
delle coscienze denominato Italia, repubblica fondata su piazzale
Loreto e sui brogli referendari del 2 giugno 1946, ha compiuto
l’ultimo passo verso il pur non labile confine che separa la civiltà
dalla barbarie.
La Resistenza “tradita” che sessant’anni or
sono fallì il tentativo di sostituire la dittatura nera con quella
rossa, si è finalmente presa la rivincita, e proprio nel momento in
cui pareva che gli ininterrotti rigurgiti di liquame
tardo-sessantottino stessero infiacchendosi.
“La
Sapienza” – nomen nec omen – ateneo fondato nel 1303 da Bonifacio
VIII (papa, vedi caso), ostracizza Benedetto XVI e con esso
l’incommensurabile patrimonio di scibile umano evolutosi lungo due
millenni di civiltà.
Sessantasette pseudo-docenti
ed un imprecisato numero di conformi discenti, sintonizzati sulla
lunghezza d’onda di una subcultura che coniuga l’intolleranza più
crassa ai cascami di un giacobinismo d’accatto, hanno deciso di
boicottare la “sconcertante iniziativa” del rettore: il Papa e la
sua cricca di biechi oscurantisti no pasaran.
Colui del
quale ad ogni latitudine del pianeta si invoca la presenza, viene
malamente rigettato, tra minacce di “assedi sonori” e
“frocessioni”, dai suoi dirimpettai. Francois-Marie Arouet – nom de
plume, Voltaire – si rivolti pure nella tomba al cospetto di come il
suo arcinoto motteggio sulla necessità persino di morire per
permettere l’espressione delle idee altrui, pur non condividendole,
venga oltraggiato proprio da coloro che ne sono sempre stati i più
strombazzanti vessilliferi.
Ma, si sa, è l’evo dell’Unione.
E lo è in virtù – si fa per dire - dei voti gentilmente concessi
dalla medesima canea latrante che ha precluso la Sapienza ad uno dei
più eminenti intellettuali del globo, prima ancor che al Capo della
Chiesa cattolica. E ciò mentre una pletora di ex brigatisti
pontificano dalle cattedre di mezza Italia ed il sig. Ahmadinejad,
che professa pubblicamente di voler depennare Israele dalla carta
geografica, è accolto quasi con deferenza alla Columbia University
di New York.
C’è qualcosa di
peggio del Vesuvio ridotto a fare da guardia a cinquecentomila
tonnellate di spazzatura: la monnezza ideologica che ancora fermenta
in abbondanza nei cervelli colonizzati di troppi pessimi maestri.
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